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Mala

Materiali impiegati

29 febbraio 2016

Il Mala (sanscrito माला, anche Japamala o Akshamala) è uno strumento di preghiera utilizzato nella religione induista e buddhista per contare i mantra; è composto da 108 grani, più uno solitamente più grande, che simboleggia lo stupa (struttura architettonica in cui si pensa siano sepolte le reliquie del Buddha). Nella parte finale, in corrispondenza dello stupa, troviamo un ciuffetto di fili colorati o altri tipi di semi di bellezza. I Mala più belli hanno degli inserti di grani di altri colori e materiali rispetto a quello principale. Il diametro dei grani può variare, solitamente si trovano da 6, 8, 10 mm fino a svariati centimetri. Ne esistono di diverse dimensioni, braccialetti o collane e sono composti da meno grani, sempre multipli di 9 (normalmente 27, 54 o 108).
Il Mala viene utilizzato facendo ruotare i grani con il pollice in senso orario, è vietato toccarli con il dito indice.

Possono essere di diversi materiali, come legno e semi (utlizzati quotidianamente), minerali e pietre (utilizzati per pratiche più complesse o come oggetti ornamentali), ognuno di essi ha un uso e un significato diverso. Vediamoli di seguito:

  • Legno di sandalo: 

sandalo

il legno di sandalo è sacro in India, ha un inconfondibile profumo ed è l’essenza di incenso più utilizzata in assoluto, soprattutto nei templi. Si pensa armonizzi l’energia corporea collegando i chakra tra loro e facilitando la meditazione. Purtroppo è un legno che tende a consumarsi con il tempo, se viene utilizzato quotidianamente per la preghiera, riporterà facilmente i segni dell’usura.


  • Semi di rudra:

rudra

il mala di rudra è molto diffuso. I semi di rudraksha cadono dall’omonimo albero che cresce lungo il Gange o sull’Himalaya. Possono essere di diverse tonalità di colore (dal marrone al rosso fino al nero) e dimensione (se ne trovano anche di un paio centimetri di diametro). Il nome, rudraksha, è una composizione di Rudra, uno dei nomi di Shiva, e aksha, “occhi”, quindi lacrime. Il mito racconta che il dio Shiva abbia versato le sue lacrime dopo aver meditato sulla salvezza del genere umano, e che queste si siano trasformate in semi caduti lungo il Gange. Secondo la medicina ayurvedica, questi semi sono in grado di portare benefici al corpo di chi li indossa: migliorano la circolazione sanguigna, il funzionamento del cuore, combattono lo stress, la stanchezza e curano diverse patologie. Utilizzato in India, Nepal e Tibet.


  •  Semi di loto:semiloto8mm_1

il nome di questo materiale è molto romantico, ovviamente non si tratta di semi di loto ma di legno di pero cinese, di colore bianco e con qualche pois scuro. Il suo significato è simbolico in quanto il loto è un fiore che nasce dal fango ma non viene sporcato da esso. Numerosi Buddha sono rappresentati assisi su un fiore di loto, in quanto la natura del Buddha è la stessa di quella del fiore di loto: nascono in questo mondo ma non ne vengono “sporcati”. Ha grande rilevanza in Tibet, dove è più diffuso. Molto piacevole al tatto e duraturo.


  • Semi di bodhi:

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l’albero della bodhi, un tipo di ficus chiamato banyano, è l’albero sotto il quale il Buddha ha raggiunto l’Illuminazione (bodhi per l’appunto). Si tratta quindi di un legno sacro e caro ai buddhisti. Si pensa trattenga le energie positive e le rilasci a contatto con il fedele. Di colore marrone scuro, ha, a volte, dei disegni intagliati nei semi. Come il legno di sandalo non cambia temperatura a contatto con il corpo e sono molto leggeri da tenere in mano. Possono essere utilizzati per pregare tutti i giorni.


  • raktuSemi di raktu:

molto somiglianti ai semi di bodhi, i semi di raktu sono ricavati da un tipo di ficus diverso dal banyano. Grazie al loro basso costo e alla piccola dimensione, i mala di raktu sono molto diffusi. Adatti a lunghe meditazioni e abbastanza duraturi. Si crede che abbiano proprietà protettive.


  • Osso:9-font-b-Tibetan-b-font-Buddhism-108-bone-font-b-Skull-b-font-Prayer-Bead

il mala di osso è tipicamente tibetano, può essere bianco o dipinto di svariati colori con inserti di altri materiali (come il rame) oppure, molto diffuso, può essere intagliato a rappresentare dei teschi. Portare addosso un mala di osso (di yak) ricorda l’impermanenza della vita, la necessità di eliminare l’ego e l’insoddisfazione. Insomma stare a contatto con la morte ricorda il senso della vita. Viene utilizzato per le pratiche dei protettori nel Tantra superiore. Non è comodissimo da utilizzare a causa del suo peso, e, diciamolo, è abbastanza macabro.


  • Ematite: 

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l’ematite è un minerale del ferro di colore nero. Si pensa armonizzi il corpo, la mente e lo spirito. Particolarmente utile per aumentare l’autostima, la forza di volontà e la sicurezza in se stessi. Ha delle proprietà protettive e avvolgenti nei confronti di chi lo indossa. Come il mala di osso è utilizzato per le pratiche dei protettori e non è adatto all’uso quotidiano a causa del suo peso.


  • Pietra:

i mala di pietra sono di numerosi tipi. Sono pesanti e costosi, vengono utilizzati più come oggetti ornamentali che come strumenti di preghiera quotidiana. Alcune pietre sono vendute a peso e costano come l’argento. Possono essere di diversi tipi: quarzo, giada, agata, turchese, ametista e così via. Ogni materiale è associato ad un chakra piuttosto che ad una pratica particolare.


Il Mala è un oggetto che esercita un grande fascino su un crescente pubblico. Sempre più spesso lo si vede indossato a mo’ di collana e nella speranza che chi lo indossa rispetti le sue origini e sappia il significato di ciò che possiede.



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